Una dimora unica nel suo genere, costruita nel 1769 e utilizzata come oratorio fino ai primi anni 2000, quando è stata dichiarata «destinata ad uso profano» dalla curia episcopale.
La proprietà è stata recentemente restaurata con perizia, utilizzando tecniche antiche impiegate dagli artigiani del passato (come ad esempio il canniccio intonacato) per preservarne il valore storico fin nei minimi dettagli.
L'idea alla base del progetto è quella di un restauro con cambio di destinazione d'uso, che riduce l'impatto degli interventi quasi a zero: l'ampliamento è stato progettato in modo tale da poter essere smantellato senza lasciare traccia, se lo si desidera.
Basti dire che gli unici punti in cui la struttura è fissata sono i quattro punti di ancoraggio del telaio del soppalco alle pareti perimetrali. Anche l'illuminazione, per evitare di danneggiare le pareti, è stata installata utilizzando cavi intrecciati, mentre la maggior parte degli attuatori, realizzati in ceramica e dal design eccellente, sono radiocomandati.
La zona giorno è un vero gioiello, che coniuga design e funzionalità, un minimalismo contemporaneo interpretato nella migliore tradizione dello stile classico.
Entrando dalla porta principale, si trova l’ampliamento, realizzato secondo i principi della cosiddetta “cabina interna di una nave”: un’elegante scala conduce al soppalco, dove due ampie finestre laterali offrono una splendida vista sull’affascinante borgo e sulle montagne circostanti.
Si tratta di uno spazio confortevole dove rilassarsi o gustare piatti raffinati in compagnia di amici o familiari.
Al piano terra, all’interno della sezione “cabina”, troviamo un’elegante cucina, dotata dei migliori elettrodomestici e costruita secondo gli standard più moderni.
Si potrebbe pensare che l’installazione di un bagno in una struttura del genere comporti diverse limitazioni, ma ci si rende subito conto che, in realtà, sono state attentamente studiate soluzioni e spazi dedicati che non hanno nulla da invidiare ai bagni più raffinati di una casa di lusso. La semplicità della doccia, progettata senza porte ma abbastanza lunga da rivaleggiare con quelle di una villa, ne è un ottimo esempio.
Una piccola nota tecnica degna di nota è che le tubature e gli allacciamenti sono limitati a un unico foro nel pavimento, che conduce direttamente al seminterrato, dove sono alloggiati tutti gli impianti tecnici (caldaia, tubature dell’acqua e scarichi).
In quello che un tempo era l'abside, rialzata rispetto al piano principale, si trova la camera da letto, con alle spalle una graziosa cornice in stucco del XVIII secolo.
Si tratta di una proprietà unica, in un ambiente classico ma al tempo stesso moderno, con un giardino esterno che si affaccia sul panorama più bello della zona settentrionale del lago, con i giganti delle Alpi centrali sullo sfondo — il Badile e il Cengalo, solo per citarne alcuni — nonché la foce dei fiumi Adda e Mera nel lago: una vista mozzafiato, con il famoso Palazzo Gallio a Gravedona, residenza storica e simbolo dell'alto lago, in primo piano.
Note storiche e descrittive:
L'edificio è stato costruito sul sito parziale di una stalla, che esiste ancora oggi ed è praticamente funzionante. Nonostante la sua semplicità, riflette pienamente lo stile della fine del XVIII secolo, con un uso misurato di stucchi e boiserie.
La struttura a navata unica con abside, canonicamente posizionata su un asse est-ovest — una tipologia comune nelle regioni alpine del nord Italia — e la decorazione interna, con semplici capitelli in stucco e fasce di demarcazione del pavimento, dimostrano chiaramente che l’edificio non ha subito alcuna modifica dalla sua costruzione nel 1769.
La sua posizione, che segue il pendio della montagna, lo rende un edificio particolarmente affascinante, impreziosito da diversi dettagli, come il muro divisorio che funge da campanile e le finestre a sbalzo sui lati.
L'unico spazio interno è diviso da un gradino in pietra locale che delimita l'abside e l'area dell'altare dalla zona destinata ai fedeli. I pilastri verticali, le fasce orizzontali, le volte ariose e le proporzioni molto slanciate completano un quadro di notevole intensità espressiva.
Note tecniche sul progetto di restauro
Il progetto è stato realizzato sotto la supervisione della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Lombardia e si è basato su una filosofia di puro restauro della chiesa originaria del 1769.
Il progetto è stato realizzato secondo i seguenti principi fondamentali:
le sezioni crollate sono state ricostruite utilizzando tecniche originali (intonacatura a canna, restauro dell'intonaco a calce storico, ecc.),
gli strati decorativi e i colori incongrui applicati nel 1930 sono stati rimossi,
gli sfondi colorati sono stati restaurati utilizzando tecniche a calce,
il prezioso pavimento in cotto lombardo è stato restaurato, mantenendo la sua patina originale, È stato aggiunto un soppalco con struttura metallica e pavimento in larice grezzo, distaccato dalle pareti con sei supporti alla struttura in muratura.
Sotto il soppalco sono stati installati gli impianti della cucina e del bagno.
La scelta progettuale di includere il soppalco con struttura metallica è stata immediatamente approvata dal sovrintendente, che ne ha subito riconosciuto il valore temporaneo. Se fosse stato rimosso, l’oratorio sarebbe tornato alla sua forma originaria e la chiesa avrebbe potuto persino essere riconsacrata. Anche gli impianti, sia elettrici che idraulici, sono stati installati con meticolosa cura, assicurandosi che tutti i cavi fossero fatti passare attraverso il seminterrato, in modo che non ne rimanesse traccia nei pavimenti o nelle pareti.
Il progetto e la costruzione si sono rivelati una vera sfida, ma gratificante per l’architetto, che sapeva di aver completato un’opera che avrebbe potuto tornare al suo antico splendore come oratorio e chiesa tra 100 anni.
Importante: L'oratorio è un bene di valore storico, dichiarato tale dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali ai sensi del Decreto Legislativo 42/2004, con un decreto specifico del 12 aprile 2012. Poiché la restrizione di tutela non era esplicita, la restrizione è stata estesa nel 2012. Il suo valore storico e artistico è quindi oggettivo e indiscutibile.
Superfici
Seminterrato: 45 m² di superficie, destinato a magazzino e servizi
Piano terra: 62 m² di superficie, 45 m² di superficie, destinato ad uso residenziale
Primo piano: 30 m² di superficie, destinato ad uso residenziale
Brenzio è un paese situato a metà strada sulla collina, lungo la strada storica che risale la Valle del Liro e l'
,
che si collega all'importante strada per la Svizzera attraverso il Passo dell'Iorio.
L'oratorio fu costruito ai margini settentrionali dell'antico
nucleo abitato di Brenzio, e le informazioni a nostra disposizione attestano che ciò avvenne nel 1769 per volere del parroco di Brenzio, padre Giandomenico Bassi, il quale ne benedisse la costruzione proprio in quell'anno.
Essendo presente un solo altare, è noto che «il Santissimo Sacramento non vi veniva custodito», ma ogni anno
si celebrava la festa di San Giuseppe, preceduta da un triduo di messe e benedizioni. Si trattava quindi di un piccolo
oratorio, dedicato a una patronessa locale.
| Zona soggiorno/pranzo | 1 |
| Bagno con doccia | 1 |
| Cucina | 1 |
| Seminterrato | 1 |
| Giardino | 1 |
| Anno di costruzione | 1769 |
| Anno di ristrutturazione | 2020 |
| APE | G |
| Dispositivo di riscaldamento | Fornello |
| Metodo | Individuale |
| Energia | Pellet di legno |
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